domenica 9 dicembre 2007

Straniere merci.


Giusto un attimo, per riportare un articolo del corriere che - finalmente - tratta il decreto flussi e tutte i relativi incontestabili problemi di gestione da parte del ministero dell'interno.

Per chi ne abbia voglia ecco il link.

La foto, intensa e significativa, è un'immagine di migranti italiani. Giusto per riuscire a soppesare le cose, che - a volte - sembrano dimenticate.

Avvento

Passare per caso nei blog di periferia, forse, è cosa buona e giusta. Mentre - e sia chiaro anche proficuamente - mi accostavo con fare cattolico alle esperienze grafiche di ex amici o ex vicini, d'un tratto mi trovo spossato e inquadrato in sterili schemi mentali. Domande che pervengono a velocità a volte spassionate, stomaci che si contorcono e nebbie - mentali ma vive come i folletti - che mi penetrano e mi sbattono e mi scopano e forse non si sa.

"Patente e libretto", mi fa lo sbirro. Ehi, amico, un attimo, ho un flusso di coscienza già ben determinato, ho da sciorinarti i miei mille libri letti e i mille gruppi musicali conosciuti. Che al giorno d'oggi, se non conosci l'arte lillipuziana e un po beat di gio' Servetti, dove credi di andare? e io che cercavo le verità inalienabili dell'uomo in montagne incantate e uomini senza qualità. Troppo lunghi, l'uomo moderno, il colto cultore di strane letterature pare non poterli leggere altrimenti il tempo stringe, e il tempo è denaro e poi prenderlo al culo gratis non è mica la stesso cosa.

Ricomincio. "patente e libretto". Senta mi chiamo Paolo  e sono stato il primo compagno di stanza del fratello del nipote del cugino di mio padre, e poi sono figlio di e nipote di e ho diritto ai sensi dellarticolo10493943 della legge 9192 sul codice di procedura anale. "come ha detto di chiamarsi?" disse il commissario Pascariello con fare western col sigaro e puzza di whisky. Paolo Retinò risposi, e con l'accento brutto sbirro idiota, che poi impazzisco e ti depenno dai servizi senz'armi.

Pare che ormai ,se non scrivi su libri riviste e giornali e non leggi i libri del nuovo canone, be tu non sia nessuno. Io continuo a perseguire la mia vecchia, funzionale strada. Una 127 a volte funziona più di una fiat stilo. Per adesso, cerco di ricomporre tutto quanto quello che mi gira per la testa.

Benzedrina, mescalina, lsd, sali minerali, gatorade. Prossima fermata, anagnina. Si prega di scendere e - magari - fate attenzione al controllore che ve lo butta al culo.

Volgarità gratuite, ma che diamine su star trek funziona

martedì 4 dicembre 2007

Notizie che cambiano la vita.

Così è (la vita), se vi pare. Uno al mattino cerca di aggiornarsi sul fluire del mondo e si imbatte in tali novità. Ed ecco che la giornata cambia, diventa luminosa e raggiante.

Vi invito a leggere questo articolo: "Gli scienziati studiano la tombola, per vincere BISOGNA avere 6 cartelle." Pare che il mondo non sarà più lo stesso

Per quanto mi riguarda, dopo robe così il mondo potrebbe anche finire.

martedì 20 novembre 2007

Mondnacht

Questa lirica mi è passata davanti agli occhi qualche giorno fa. So che è inusuale presentare una poesia in un blog. Ma non per me. So che magari sia difficile da capire per motivi linguistici, però mi fa stare bene. E' un esempio perfetto di uso della lingua tedesca. Per i non germanisti, spero possiate apprezzarne lo stesso perlomeno il ritmo e la metrica.


Mondnacht

Es war, als hätt' der Himmel
Die Erde still geküsst,
Dass sie im Blütenschimmer
Von ihm nun träumen müsst.

Die Luft ging durch die Felder,
Die Ähren wogten sacht,
Es rauschten leis' die Wälder,
So sternklar war die Nacht.

Und meine Seele spannte
Weit ihre Flügel aus,
Flog durch die stillen Lande,
Als flöge sie nach Haus.

Joseph von Eichendorff



domenica 18 novembre 2007

La Terra Desolata







I can connect

Nothing with nothing T.S. Eliot


Torno a casa, nella stanza che - storia alla mano- ha affrontato ogni protosingulto della mia esistenza. Il tempo di ricollegare spazi temporali lontani ed emozioni già vissute è minimo, ma mi rendo conto in un istante di quanto possa essere desolata la Terra, nel suo animo, nel suo muoversi, nel suo sentirsi libera.

E allora mi rendo conto di non poter connettere niente con niente,. che ogni elemento della esistenza umana va letto come elemento scisso, atomico, esibizionista ma allo stesso tempo chiuso da frontiere con dazi, gabelle e scorribande, come per Kohlhaas. Se apro gli occhi, subito fuori vedo scompiglio, disperazione, aria di mare e pioggia torrenziale.

Dentro, spalmato tra grandi mura che sembrano ali, l'impressione è di grande calma, di possibilità di ricostruzione e di effetti visivi al tramonto. Dentro è l'alba, è il sole che sorge sul mare. Fuori è la tempesta che spazza e pulisce, fuori è la letteratura della crisi, dentro - ovattata - è la letteratura del compromesso, dei critici da scrivania che mangiano hashish. Spento e quasi prostrato dentro il dritto fluire dell'arte, è fuori che il mio spirito primordiale mi spinge: qui Overbeck lì Friedrich. Non potrei mai scegliere il primo in un momento così.

E allora prendo in mano il coraggio di fare le scelte, metto su la sciarpa della follia e in bocca - accesa e lampeggiante - una delle mie gauloises rosse, che mi danno senso e propulsione. In tasca, coperti da ali ancora più grosse, i frutti del mio destino e il resto delle bionde d'ordinanza. Fuori, tra diluvi da bibbia di cartone e venti che superano anche l'immaginazione, tra treni pieni di sesso a venti euro e aghi omosessuali, fuori - come nel miglior Vicky Tondelli - froci colorati e teatrini caricano il mondo di gaiezza, odi e responsabilità.

Mi sento meglio, torno a casa e penso che in fondo roma non è stata costruita in un giorno. Apro il portone e il mio cane è li.


Un rumore sordo per strada: sicuramente un rumeno che ruba, uccide, devasta. Ormai non può essere altro.

sabato 17 novembre 2007

Futurismo e Passatismo






Aggiornare un blog è una delle locuzioni peggiori che un uomo possa mai pronunciare. Però è un dato di fatto, i blog si aggiornano e quindi opporsi al dinamismo della lingua è un nonsense, è improduttivo.
Pensare che in una giornata ho attraversato l'Italia da nord a sud e da est a ovest a est mi fa veramente pensare a come funziona il mondo. Lasciata la repubblica autonoma di Trento mi sono sentito smarrito, soprattutto quando Tosi-Land mi ha accolto con il suo classico e ordinato ripetersi di mona e diocan. Poi l'Urbe con le sue gesta e poi la piccola e ridente cittadina che tanto mi ha dato e a cui tanto do, diedi, darò.

La velocità con cui ci trasliamo mi fa pensare a una dilatazione del tempo di tipo anale. Mi viene da pensare ad Heidegger e a Bergson, che col tempo hanno sviluppato anche loro alcune simpatiche pratiche di onanismo spirituale. E mi rendo conto che forse ho tolto al tempo il suo valore reale, convinto che nel mondo tutto sia normale o normato, e ho rincorso traguardi che poi, raggiunti, mi hanno penetrato con delusione e senza lubrificanti. Il risultato è che, assorbito dai servizi senza armi, sento di avere cestinato troppo tempo e - al contempo - sono terrorizzato di non riuscire a crearne più dell'altro. E nel frattempo i quotidiani quotidiani d'adige non fanno altro che pubblicare foto di gente che va in galera: loro si che il tempo lo sapranno rivalutare e odiare, loro si che sapranno imprecare contro dio quando il tempo non c'è e piangere nelle fessure dei muri quando il tempo è troppo, il cubo è stretto e le mani sono tracciate da solchi da mezzadro.
E nella notte in cui tutto sembra scorrere lento sento il continuo ticchettare di un orologio che avevo dimenticato acceso, e capisco che la differenza sta veramente nella percezione. E forse percezione si intende davvero tutto.
Ergo, la percezione è qualcosa che ti modifica la vita, ti ferisce a morte o ti addormenta.

Velocità o meno, Futurismo o meno, inizio a propendere per il meno. In uno spazio in cui l'uomo recupera il tempo, rimette i due elementi in relazione e smette vizi un tempo tanto odiati, in uno spazio dove collocarsi è difficile ma alla fine trovi il tuo cantuccio, il tuo corridoio d'aria. Lo spazio ci ingloba e il tempo ci ingabbia.


Io, intanto, scriverò qualcosa su questo segnale stradale. E' un meraviglioso invito alla demenza, un terribile concetto di potenza divina.
Agnostici d'ogni dove, tremate.

domenica 4 novembre 2007

Italiani Brava Gente


E' inevitabile. Ormai non puoi vivere un istante senza che tu sia circondato da un rumeno che commette un qualsiasi crimine. Non passa attimo che non ci sia il testimone di turno della rapina in villa del nordest che dice che i rapinatori, con accento slavo (?), erano sicuramente rumeni. E se passi da raiuno a italiauno fidati che a studio aperto c'è sicuramente un ESPERTO che espone con dovizia di particolari le sue belle statistiche a riguardo, arrivando magari a dire, lombrosando con il cervelletto, che quelli dell'est ce l'hanno nel sangue, che è un retaggio sovietico, che là lavorano solo le donne e gli uomini sono zingari che bevono birra al bar e ruttano carciofini sottolio e pasta al forno andata a male ( fa abbastanza schifo quest'immagine?). E se poi giri su La7 trovi Ferrara, ex ministro del governo Berlusconi I, con le solite facce di cazzo che dicono che bisogna mandarli a casa, terùn delest, o elementi simili.





E' inevitabile, quindi. Non se ne esce vivi. Che poi non la maggioranza, ma la quasi totalità dei migranti regolari in Italia siano persone addirittura più oneste degli italiani, questo nessuno lo dice. Che poi tipo il 90% delle violenze sulle donne vengano compiute in casa, da parenti, questo neanche lo dice nessuno. Mi spiego: posso violentare mia moglie quanto voglio dentro casa, ma il rumeno non può fare lo scippo per strada. E in base a quale criterio vogliamo accogliere persone da fuori, in base a quale principio vogliamo educare queste persone ai pilastri fondanti della Repubblica se siamo noi, per primi, a non averli a cuore. Come può uno stato che tollera in silenzio lo scempio che sta distruggendo Napoli, dire a uno che viene da fuori di comportarsi civilmente, se lo stato stesso accetta di far parte di un mondo non civile.

E' inevitabile. Dobbiamo abituarci a questi rigurgiti. Rigurgiti, perchè a nessuno viene in mente che le leggi, per rumeni e non, esistono. Che l'omicidio è un reato con pene, mi pare, che vanno oltre i quindici anni. Che quindi basterebbe applicare, semplicemente e senza demagogia, le leggi che la nostra repubblica ha deciso di darsi. Senza fare la pagliacciata di rimpatriare 3 (TRE) persone e di abbattere quattro baracche.

Ma chi siamo noi, che uccidiamo giudici, che chiediamo il pizzo, che distruggiamo città, che facciamo ecoballe e ecomafie, chi siamo noi che facciamo tangentopoli, moggiopoli, vallettopoli, prenditelanculopoli, chi siamo noi dunque per dire a questi: dovete comportarvi da brava gente. Ma ci rendiamo conto che chi arriva in Italia non fa altro che comportarsi come la società si comporta? Ma è questa la strada da seguire?

Gnoti se auton: conosci te stesso dicevano i greci. Forse loro qualcosa in più di noi l'avevano capita.

Roma violenta, la polizia non può sparare.

giovedì 25 ottobre 2007

Der Tod in Trient.

Un amore folle. Alcune righe scritte male. Lettere mai spedite.

Il ritorno, ma solo in sogno. La speranza, ma forse un cruccio.

Una noce e due elementi. La costruzione di un amore.

Here is the house where it all happened. Lost tender moments under this groove.

Corpo e anima. Depeche Mode e Nostalgia.

Leidenschaft & Sehnsucht.

Ogni viso, ogni passante il solito volto.

Candido, puro, eccentrico. Amarla e non poterla avere.

Prove Tecniche di decorazione mentale.

Fu allora che Alx prese la decisione. Era ubriaco, per strada qualcuno l'aveva pestato e di certo non sarebbe bastata una qualsiasi aspirina, neanche quelle con un milione di ormoni dentro. Poi d'un tratto un lampo s'aprì.
La rivoluzione era iniziata: la rivoluzione in cui lui tanto aveva sperato era iniziata. Solo che Il povero amico non aveva forze, tempo, armi e spiriti per prendervi parte. Decise di passare il turno, tirò il dado e venne fuori un mediocre 4, un quattro di provincia, un quattro di letteratura da nebbia.
Tirò via tutto, diede una botta da naso al tabacco da fiuto e bevve ampi e raggianti sorsi di pozioni alcoliche al gusto di limone. Non c'è più la vodka di una volta, pensò sicuramente.
Si girò, l'alcool saliva in gola, si girò di nuovo chiuse gli occhi e venne. Il sonno era l'unico orgasmo su cui contava.
Il giorno dopo, disse dentro di sé, il giorno dopo l'avrebbe fatta finita con questa finta vita. Come, non lo volle mai spiegare a nessuno. Ma lo fece, certo che lo fece.

L'alcool divenne il suo unico dio. Lo scopò.
Lei, ormai, lo aveva dimenticato: velocità da centometrista pensò. Fu il suo ultimo pensiero.

venerdì 19 ottobre 2007

bestemmie d'amore e necessità umane.

Quali criteri individuare, quali stimoli seguire, quali possibilità di realizzazione designare come buone, valide, permanenti. In un esempio di scrittura malata, di scrittura creativa, tutto potrebbe essere ricollegato a sprazzi di sorpassi in autostrade del sole.

Se in mente Blu non era ancora morta, se nell'evoluzione narrativa della storia era ancora viva, il brano sintattico-semantico-pragmatico della sua morte per erba sull'erba era già pronto da anni. La sofferenze e il dilaniamento mentale di narrare un personaggio che, lo si sa, è destinato a morire perchè il pezzo della sua morte è già stato scritto è un'esperienza devastante. Passare quel fine settimana da solo, nel mezzo del cammin della sua vita lo portò alla completa elaborazione del lutto e alla piena presa di coscienza che quello che era successo era inevitabile, inestinguibile e in-procrastinabile. Chè la sua vita sarebbe andata avanti da sola, senza vincoli e senza lacci, ma con l'infelicità portante della sua struttura che gli rovinava l'animo, lo spirito, il cervello e anche le unghie della mano destra. Graffiava i vetri per non pensarci, per non pensare a tirate di capelli che lo avevano portato a scrivere di argomenti fuori luogo senza neanche guardare la tastiera della sua olivetti, perchè tanto i tasti li conosceva a memoria e guardare fuori poteva soltanto ispirarlo. Poi, pensava, un errore non poteva far altro che arricchire il testo di sofferenza e di pathos, serviva ed era necessario per far capire che quella non era letteratura piallata, studiata, premeditata. Era l'esaltazione della innenwelt, era la vittoria ti tanathos su eros, era il declino inarrestabile di una pianta di carciofi alla liquirizia.

Si alzò e si strinse nelle spalle, bestemmio come sempre, con vigore e con odio. Sceso per strada capì che l'unica cosa che poteva salvarlo era la rivoluzione permanente. Contro tutto, contro il sistema, contro chi è contro il sistema, contro chi obbedisce e contro chi disobbedisce. Contro chi ti tiene a consumo e contro chi ti accetta come parassita. Contro la società e contro l'antisocietà, contro la verginità e contro la dilatazione senza misura di ogni vagina possibile. La soluzione, finale forse, era sprangare e farsi strada. Ripulire e andare avanti senza pretendere per forza di voler seminare il proprio seme. La polvere lo iniziava a infastidire.

I sindacati, le strutture, i partiti, i movimenti e quant'altro. Tutto doveva rientrare nella sua logica di smantellamento globale. Voleva rifondare tutto dall'inizio.

Poi per strada un lampo, un rumore di fuoco, un lento scorrere di sangue per i tombini. La rivoluzione, povero lui, era già iniziata.

giovedì 27 settembre 2007

Vado Veloce sulla Noce


Vado veloce, su questa noce. Un brandello di legno, stile zattera della medusa. Un manipolo di disperati che sente quel legno scosso e intriso di umano come l'unica e l'ultima possibilità: se lo molli, se non ti aggrappi, se ti addormenti, caschi giù e il mare ti trascina verso coordinate diverse, gli squali ti accolgono come dono di Dio. L'ultimo sforzo, l'isola che non c'è adesso c'è ed è vicina, solo un altro ultimo sacrificio.
Dopo aver attraversato il deserto a piedi Bak era convinto che null'altro lo avrebbe potuto scalfire. Quindici giorni di migrazione transcontinentale, partendo dall'Africa più nera, vera e profonda per arrivare all'altra Africa, quella che si affaccia sul mare nostrum e sull'occidente, quella che aldilà del mare vede nuove speranze, quella di Cartagine e delle guerre puniche. Quando arrivò in Libia Bak non riconosceva più nulla: la pelle si era schiarita, l'odore della sabbia era diverso e nessun sentore di antichi e strani riti pervadeva le strade, le case, le scrivanie, le prigioni. Chiuso in se stesso, unico parlante di una lingua antica in mezzo ad un gruppo di rumorosi e animati francofoni, raccolse le braccia e le ginocchia e, unite le palpebre, partì dal suo passato e lo usò per pensare al futuro che c'era oltre quell'acqua nera e blu; nella sua profonda ignoranza scolastica (una ben fatta seconda elementare) fece cenno a se stesso e si interrogò sul valore della sua vecchia vita, sul perché del migrare coatto, sul suo sogno di tornare indietro da conquistatore, a comprare case e macchine per amici, parenti e donne da tenere strette.
L'Europa, quella stessa Europa che si sentiva padrona del suo guscio nazionale e che vi aveva fatto prosperare i suoi traffici, L'Europa Colonialista, era l'unica immagine che aveva del vecchio continente: senza rabbia, senza desiderio di vendetta politica. Era davvero l'unica cosa che sapeva: pensava che l'Europa fosse ancora un contenitore di ridicoli soldati bianchirossiblu con la erre moscia, con pennacchi strani e armi spropositate, pensava che non fosse nient'altro.
Questa immagine divenne l'unico suo pensiero dall'ingresso nell'uovo senza finestre fino al momento della dipartita direzione europa si prega di avvicinarsi al checkin.

martedì 25 settembre 2007

Prove tecniche di chiarimento


So che dovrei mettere un link, ma non lo voglio fare. E sicuramente non credo che Luttazzi visiti questo Blog. E se anche dovesse farlo non credo che per lui sarebbe un grande problema leggere un suo articolo copiatoeincollato dal suo blog. Io cito ( e con piacere) la fonte (www.danieleluttazzi.it) sito che tra l'altro vi invito a visitare.

IL COSA E IL COME

di Daniele Luttazzi

Su Beppe Grillo ho tutta una serie di riserve che riguardano il cosa e il come. Spunti per una riflessione, niente di più: Grillo è ormai un tesoro nazionale come ( fatevi da soli il paragone: è la "democrazia dal basso" ) e a caval donato non si guarda in bocca. Certo non mi auguro che finisca come Benigni, a declamare Dante in braccio a Mastella. ( Il Benigni di vent'anni fa si sarebbe fatto prendere in braccio da Mastella solo per pisciargli addosso. E una volta l'ha fatto! Bei tempi. )

AVVERTENZA AI FIGLI DI BUONA DONNA
I figli di buona donna che allignano nei bassifondi della repubblica mediatica saranno tentati di strumentalizzare questo post ( " LUTTAZZI CONTRO GRILLO " ) per dare addosso in modo becero a Beppe, come hanno già fatto inventandosi l'insulto a Marco Biagi durante il V-day. L'alternativa è che me ne stia zitto per evitare l'ennesimo circo: ma dovete ammettere che il tema è troppo interessante, e tacere sarebbe, in fondo, come subire il ricatto dei figli di buona donna. Ho aspettato tre giorni, così almeno ho evitato il rendez-vous immediato. ( L'informazione all'italiana prevede infatti: giorno uno, la notizia; giorno due, la polemica; giorno tre, i commenti sulla polemica; giorno quattro: parlare d'altro. E invece eccomi qua. ) Se questa precauzione non dovesse bastare, vorrà dire che chi ne approfitterà finirà dritto dritto in uno speciale elenco dei bastardi che mi stanno sulle palle.
( Sul quaderno apposito ho già scritto " volume uno ". )

IL COSA
In soldoni, la proposta di legge per cui Grillo ha raccolto 300mila firme mi sembra che faccia acqua da tutte le parti.

Primo, perchè un parlamentare con più di due legislature è una persona la cui esperienza può fare del bene al Paese. Pensiamo a gente del calibro di Berlinguer o di Pertini ( talenti che non ci sono più, ma questo è un problema che non risolvi con una legge, ci vorrebbe il voodoo ). Grillo li manderebbe a casa dopo due legislature, in automatico. Perchè "i politici sono nostri dipendenti." Le accuse di populismo che gli vengono rivolte sono qui fondatissime, specie quando lui le rigetta usando non argomenti che entrino nel merito, ma lo sfottò, che è sempre reazionario. ( "Gli intellettuali con il cuore a sinistra e il portafoglio a destra hanno evocato il qualunquismo, il populismo, la demagogia, uno con la barba ha anche citato, lui può farlo, Aristofane, per spiegare il V-day." Non è "uno con la barba": è il sindaco di Venezia Massimo Cacciari, filosofo, che ha espresso civilmente il suo parere contrario, argomentando. )

Due, perchè chi è condannato in primo e secondo grado non lo è ancora in modo definitivo. In Italia i gradi di giudizio sono tre. Il problema da risolvere è la lentezza della giustizia. I magistrati devono avere più mezzi, tutto qui. ( "Tutto qui" è ovviamente l'understatement del secolo. )

C, perchè poter esprimere la preferenza per il candidato ha dei pro e dei contro che si bilanciano ( come il modo attuale ). E' un metodo che in passato, ad esempio, non ha impedito ai partiti di far eleggere chi volevano ( collegi preferenziali eccetera ) . Nè ha impedito alla gente di scegliere, col voto di preferenza, degli autentici filibustieri.

L'illusione alimentata da Grillo è che una legge possa risolvere la pochezza umana. Questa è demagogia.

Ma non è solo il cosa. E' soprattutto IL COME. Un esempio: dato che Di Pietro ha aderito alla sua iniziativa, Grillo ha detto:-Di Pietro è uno per bene.- Brrrr. Quindi chi non la pensa come Grillo non lo è? Populismo.

L'anno scorso, a Padova, gli "amici di Grillo" avevano riempito il palazzetto dove avrei fatto il mio monologo con volantini WANTED che mostravano la foto dei politici condannati. Li ho fatti togliere spiegandone la demagogia: gli amici di Grillo puri e buoni contro i nemici cattivi. Quando arriva Django?

Lenny Bruce sosteneva, a ragione, che chi fa satira non è migliore dei suoi bersagli. Se parli alla pancia, certo che riempi le piazze, ma non è "democrazia dal basso": al massimo è flash-mobbing.

AMBIGUITA'
Grillo si guarda bene dallo sciogliere la sua ambiguità di fondo: che non è quella di fare politica ( satira e teatro sono politici da sempre, anche se oggi c'è bisogno di scomodare Luciano Canfora per ricordarcelo ) ( -Canforaaaaa!- ), ma quella di ergersi a leader di un movimento politico volendo continuare a fare satira. E' un passo che Dario Fo non ha mai fatto. La satira è contro il potere. Contro ogni potere, anche quello della satira. La logica del potere è il numero. Uno smette di fare satira quando si fa forte del numero di chi lo segue. ( La demagogia è naif. Lo sa bene Bossi, che ieri gli ha pure dato dell'esagerato: perchè una cosa sono i fucili, una cosa ben diversa è il vaffanculo. )

Scegli, Beppe! Magari nascesse ufficialmente il tuo partito! I tuoi spettacoli diventerebbero a tutti gli effetti dei comizi politici e nessuno dei tuoi fan dovrebbe più pagare il biglietto d'ingresso. Oooops!

- I partiti sono il cancro della democrazia.- dice Grillo, servendosi di una cavolata demagogica che era già classica all'epoca di Guglielmo Giannini. Come quell'altra, secondo cui " in Italia nulla è cambiato dall'8 settembre del 1943 ". Ma va' là!

Adesso Grillo esalta la democrazia di internet con la stessa foga con cui dieci anni fa sul palco spaccava un computer con una mazza per opporsi alla nuova schiavitù moderna inventata da Gates. La gente applaudiva estasiata allora, così come applaude estasiata ora. Si applaude l'enfasi.

Il marketing di Grillo ha successo perchè individua un bisogno profondo: quello dell'agire collettivo. Senza la dimensione collettiva, negata oggi dallo Stato e dal mercato, l'individuo resta indifeso, perde i suoi diritti, non può più essere rappresentato, viene manipolato. E' questo il grido disperato che nessuno ascolta. La soluzione ai problemi sociali, economici e culturali del nostro Paese può essere solo collettiva. A quel punto diventerebbe semplice, anche per Grillo, dire:- Non sono il vostro leader. Pensate col vostro cervello. Siate voi il cambiamento che volete vedere nel mondo.-

lunedì 24 settembre 2007

Vizi da smettere


Alx in quel periodo era nervoso. Dormiva poco di notte e quando ci riusciva, dopo il valium dell'aldilà e una quintalata di false certezze da raccontarsi, soffriva di continui attacchi di panico che bloccavano ogni deposito onirico e facevano razzia di sicurezze e tentativi di stabilità. L'ansia e l'angoscia delle notti si gettavano senza filtro nel nervosismo diurno, nelle continue incomprensioni e nei desideri di cambiare qualcosa che si voleva mantenere stabile. La tensione tra giorno e notte, però, iniziava a produrre stati d'animo negativi, lunghi momenti vegetativi e conati di vomito e di dolore e di acidità che gli facevano ricordare il brutto periodo in cui Divina e Gin gli annebbiavano la mente. Le impanicate notturne, poi, lo rendevano impenetrabile da qualsiasi concetto dovesse incamerare per cercare di recuperare qualcosa - e dico solo qualcosa - della lurida vita che ormai conduceva da anni.

Una sera era fermo e attendeva un autobus mai puntuale sotto la solita pensilina, come quelle dei film americani. La corriera - anzi l'autobus - sarebbe arrivata soltanto mezz'ora dopo e non avrebbe condotto nessun cercatore d'oro nel Klondike, ma solo feccia e disperati e cercatori d'uccelli verso la periferia sud della metropoli, che cresceva e si dimenava, e sempre più assomigliava a un alveare pieno di api sterili e lubriche. Quando l'autobus giunse per la via e si fermò strisciando sul marciapiede della pensilina Alx salì, senza pensieri, prese posto e fece per girare un po' di tabacco con le sue mani corrugate e sfatte, centro emozionale di mille divine iniezioni di verità
Ma il sonno lo prese, lo tirò via dalla stupefacente passata verità e lo penetrò con forza e vigore tali da ricordare viriliimprese di rocchisiffredi in pensione. Quando si svegliò il mercato dei rumeni si era sostituito alla città, sotterfugi di diversa origine si mescolavano nella melma e lui, sopraffatto dallo schifo non potè far altro che mandar giù due lattine di birra con due dita di whisky, giusto per non sentire lo schifo, la merda, l'aria e la Divina nei cessi della stazione.

giovedì 20 settembre 2007

Spaventose quantità di meteoriti.

Quando un libero soggetto circolante si sente soggetto a sperequazioni incomprensioni e volture al pra di stati d'animo occasionali, quello è il momento in cui si munisce di coltello e ferisce il vicino. Il vicino, non il prossimo.
La follia che ronza intorno al mio cervello, come una mosca che circumnaviga una merda d'aspetto interessante, mi devasta mi distrugge mi sconforta e mi eccita.

Sento un labirinto di pulsioni che si sta facendo gioco del mio ano.

Tempo qualche settimana e cambio rotta. Da merda si diventa mosca: bel passo avanti.

sabato 8 settembre 2007

Qualora Dio dovesse pervenire gli farei sentire l'odor del ferro


Quando la merda inizia a scivolarti addosso, quando l'odore penetra i vestiti la pelle la carne e ti distrugge il cervello, quando i problemi crescono, lievitano, si dilatano e tosto esplodono con contenuti di quintali di feci.
Se Dio dovesse pervenire ora, qui, in diretta su rai tre, gli farei sentire l'odore del ferro, l'odore dei detriti ferrosi che spesso occupano mente e corpo. Gli farei sentire lo schifo della vita in periferia, gli farei sentire quanto è sordo e cieco e muto e forse pure frocio. Se me lo trovassi davanti come faccio da mesi tutte le notti, se lo trovassi davanti a me di giorno quando l'uomo riempie le strade e mi da l'appoggio per oppormi, lo sfiderei a duello. Mentale, si intende. Gli direi che la sua probabilità di esistere è nulla, che quindi l'uomo credendo in lui ha mandato a fanculo anni e anni di studi probabilistici. Ma dicendogli ciò, parlandogli e sfidandolo a duello starei negando l'essenza stessa di ogni agnosticismo: non si può avere a che fare con qualcosa che si ritiene non esista.
Bella mossa Dio, hai vinto tu per ora. Esisti perchè io parlo di te, ma non è detto che vincerai per sempre. Anzi, forse un giorno riuscirò a darti la lezione che meriti.

Smettila di rovinarmi le notti e smettila di essere presente, malsano, nei giorni.

Possa qualcuno stramaledirti.

giovedì 23 agosto 2007

L'estate sta finendo. Aschenbach è morto. E la signorina Buddenbrook ansima.


L'estate sta finendo. Non è la solita banale cattolica canzoncina da gettone, ammesso che ancora lo troviate un gettone. Finendo, gerundio presente del verbo finire: ergo ritorno a Trento, tra le MIE meravigliose e protettrici dolomiti e dietro le simpatiche e ristorative mura. I buoni propositi, così come i tentativi di fondare nuovi partiti unitari, sono andati tutti quanti via con l'acqua del cesso: avrei voluto simpaticamente leggere l'opera omnia di Thomas Mann e mi sono ritrovato con un'angosciante e non molto lubrica morte a Venezia e con un accennato inizio di famiglia Buddenbrook, anche perchè l'impolitico non lo trovo in edizione assegno da non postdatare.
Tutto questo per dire a me stesso che il sole va via, il mare diventa quello di Rimini e il mio culo, quello si gott sei dank, rimane sempre il mio culo. E' stata un'estate strana, complice di strani pensieri, di rinnovati vigori e di rafforzati stimoli. Sperando che non arrivi il colera asiatico, come nella mitica e un po' pederastica Venezia del tommaso manno.

Inserite un gettone anale.

Vittorie, Nadi, Cognate e servizi civili. Inserimento nella classe docente trentina. Tentativi di riqualificazione mentale personale.

Sempre e comunque: voglia di mettermi in gioco, di scrivere ora più che mai, di raggiungere nuovi limiti e nuove consapevolezze della finitezza umana. Voglio sentirmi ancora umano, arrivare al border della conoscenza estrema e rendermi conto che di là c'è la sana follia che mi accompagna da tempo.
Contro il logorìo della vita moderna: Autosostentamento.

Diocà.

sabato 21 luglio 2007

Trasferimento

Mi sono trasferito. Continuate a sparare, stronzi.

L'origine della Scrittura

Ero intento a perdere il mio tempo sul messenger, quando un mio amico mi suggerisce: " che lo scrivi a fare il blog, non lo legge nessuno". Tasto destro, blocca utente, utente bloccato.
Non credo che lo scopo sia scrivere affinchè gli altri leggano: io scrivo per scrivere, per avere qualcosa che appartenga a me, che abbia un valore profondo per me e che, magari, un giorno appartenga a qualcun altro. Osservando un po' quella che con il solito composto promozionale viene definita blogosfera mi sono reso conto che la maggior parte dei blog consiste nel buttar lì una notizia approssimata e aspettare che persone approssimative scrivano commenti approssimativi a profusione; questo avviene spesso, anche se poi ci sono esempi di informazione innovativa che non seguono assolutamente questo schema, i.e. www.mentecritica.net .
Detto questo mi chiedo: cosa c'è di strano a scrivere anche sapendo che nessuno legge. Io scrivo cercando di fare innovazione con la lingua, cercando di portare all'esasperazione le strutture logore della narrativa contemporanea e dei suoi lettori che vanno in milioni a comprare i libri di Moccia. Non voglio fare il futurista, voglio solo impadronirmi della lingua e del linguaggio prima che se ne impadroniscano orde di barbari che sostengono di viaggiare 3msc pucci pucci ghgh: ma cos'è, siete idioti? Ecco perchè scrivo, per farmi spazio, perchè ho sempre sofferto di claustrofobia e ho bisogno di aria.
Questo è il primo post che scrivo che necessiterebbe la lettura da parte di terzi. Ma potrò sempre supplire col simpatico commento autoreferenziale.

pippo.

Stavo scrivendo e si è cancellato. Come dire, la maledizione della prima duma direbbero i russi.
Pensavo a Correggio: una città vicino Reggio, in Emilia. Sarà la nebbia, sarà la bamba, sarà la primavera, saranno le bombe ma quelli li sono pazzi. Arbasino ci si perderebbe a raccontarli. Tondelli ne è stato comunque colpito. Citta de pazzi! Ligabue, il pittore, non è che stesse tanto bene. La Cianciulli uccideva la gente e faceva il sapone. E Ligabue il cantante pure lui, mica è messo bene eh!
Speriamo che si riprendano. Io nel frattempo nutro un profondo amore verso questa città. Non potrebbe essere diversamente.
Letture consigliate: Silvio D'arzo - casa d'altri
Piervittorio Tondelli: altri libertini
Musica: Ligabue (1991)
Arte visiva: Ligabue.
Per il resto ficcatevela nel culo.Brutti porzi.

Bonanza va a cagare, non è aria.

ani, buchi, orifizi, pertugi.

Siate folli per non essere normali, perchè la vostra normalità mi ha portato alla follia. Così diceva il saggio innovatore del middle english, quello che propose di inserire nuovi elementi che altrimenti poi è difficile e.
La follia generale: ieri mentre studiavo il "meaning of the language play" nella fumosa biblioteca di tettere una tipa ha sbroccato. E' impazzita, non è riuscita a reggere il ritmo del credito del voto della tesi ed ha rotto ogni legame col mondo circostante, ammesso che poi il mondo circostante esista. che mondo? chi sei ? chi è scusa? ehi chi sei tu che stai parlando con me? Il papa. Ah, allora ok se sei il papa si, l'importante è che non sei il solito operaio rumeno che fa le rapine in villa che poi Calderoli ha paura.
Dunque. La follia. Il suo elogio. Poi la sua discriminazione. Infine la netta condanna della società.
Ieri guardavo telepadova cercando i soliti film zozzi, solo che lo stavo cercando alle due di pomeriggio e alle due di pomeriggio neanche i casti e puri e cattolici padovani sparano i pornazzi. Indeed, ti trovo uno di quei programmi che devi indovinare la parola misteriosa, che c'è lì una tettona che suggerisce: dai chiama, magari non indovini, magari ti rifiliamo mille suonerie-ficcatele-nel-culo. Però almeno mi guardi le tette e ti viene duro. Chè al giorno d'oggi, dite voi brutti carneadi, cosa c'è di gratis. L'acqua si paga. La figa si paga. Il prete si paga. Il papa si paga. Sky si paga. Il pago si paga. Il pene si appaga. Ditemelo, escrementi di gruppi musicali di provincia che pensate d'essere il futuro della musica d'autore, cosa è gratis al giorno d'oggi? Voi che dite d'aver fatto dischi: li avete pagati. E se non avete pagato in contanti, il culo lo avete dato via, che quasi quasi vi conveniva fare un post-datato, almeno risparmiavate sulla vaselina e sulle spiegazioni da dare a vostra madre/padre/prete/zoccola.
Ho deciso di smetterla con la democrazia. Ho deciso che nel mio spazio il papa è analmente scorretto e beve vodka per non pensare che Cristo, in fondo, era decisamente migliore di lui. Un caso illuminante, quando si dice che l'allievo non supera il maestro. Qualcuno mi chiede: cosa ti ha fatto quel povero papa? a me personalmente niente. Ma non mi va giu, punto. L'unica cosa figa che ha è che è tedesco, e bavarese poi.
Un giorno avrò orgasmi diversi. Sicuramente un giorno sentirò profondi respiri e profondi sudori. Ma per adesso voglio solo declassare il papa a figura media dei miei tentativi di scrittura.
Non tutti i mali vengono per nuocere.
Non tutti i sali vengono per cuocere.
Non tutti i mali vanno dalle suocere.
Socrima mi voli muerto. E mueri!

..autostrade deserte...

Autostrada deserta ai confini del mare: Che poi non è che uno vuole fare il solito vecchio che critica sempre, però io sono anni che viaggio, faccio giri in macchina autobus treni aerei e cavalli, città grandi ne ho viste, ma autostrade deserte mai. Neanche di notte. Ai confini del mare poi: la A 14. L'autostrada dell'adriatico puzza come nafta delle isole greche, quelle schifose e puzzolenti isole greche che sembra di stare a Napoli che i residenti protestano che la gente li vuole salvare ma evidentemente vivere in mezzo a merda e topi dev'essere figo. Che immagine schifosa, spero davvero che tutto ciò non diventi mai letteratura, che mai alcun editore si prenda la briga di investire su un nuovo progetto creativo. L'autostrada quindi: è un luogo che mi affascina da sempre, un luogo lugubre e cupo e quasi cimiteriale, automobili che sfrecciano basculando come fosse uno stantuffo ben oliato, di quelli che trovi sulle tante vie nazionali dei paesini di periferia della provincia di asti. Penso che sull'autostrada bisognerebbe parlare di più, fare convegni, organizzare manifestazioni e feste dell'unità (con buona pace della colta e intellettuale Brambilla di Forza Italia, raramente nella storia è esistita una persona più cretina, neanche tremonti).Un'altra autostrada figa è quella del Brennero: a me il brennero mi fa impazzire. Il Brennero è un simbolo, un meraviglioso simbolo di un passato. Al Brennero non c'è niente, non c'è nessuno, non c'è un cazzo : c'è solo qualche stronzo finanziere che chissa cosa avrà combinato al capo per andare a finire lì, che cazzo fa al Brennero. Che poi alla fine un po' magari se lo merita: io glielo avevo detto di non scoparsi la moglie del capo nell'armadio della camerata, che poi ti scoprono che mica solo lei ha la lingua lunga.Ad ogni modo, autostrade o no, quello che mi auguro è che un po di gente se lo prenda al culo. Fidatevi, è bello. E se non vi fidate, non so chiedete al papa o a Berlusconi.Selezionare eventuale altro prodotto e ritirare il resto.

Informazioni di ritorno: Dio o un porno?

Sono in un luogo che ogni vasca da bagno mi invidierebbe. Lo capisco, ci fosse il papa quello tedesco di Regensburg che poi non si sa mai direbbe: no a me la situazione così non mi va.
Pochi minuti fa guardavo la città luccicare dall'alto, cercavo un nesso tra due fiumi che si intersecano e due cani che si accoppiano al contrario, finchè un lampo quasi di genio e forse una sana e consapevole casalinga di Voghera non mi dice: "ehi tu". E io rispondo "ehi jude", che poi a me i brufoli non mi piacciono, nè i buchi, nè i beatles, ma neanche gli audiotonika (ammesso che esistano ancora, chiedere al papa per informazioni). Dopo un po le dico: io non voglio usare le virgole nè tutta quella punteggiatura manzoniana che non serve a un cazzo e poi in un momento di crisi energetica come questa risparmiare sulla punteggiatura significa risparmiare sull'inchiostro e quindi sulla carta e quindi sulle schede elettorali tanto comunque non è che qualcuno ci capisca qualcosa di più provate a chiedere al papa se non vi fidate ammesso ovviamente che il papa non sia a un concerto degli audiotonica e allora so cazzi.
Compro tre virgole. Finalmente mi ritrovo a poter utilizzare la lingua come credo, l'esperienza precedente mi ha devastato l'atomo di elio senza le storie tese e quel fastidioso accento fiorentino mi straluna le palle che chi lo ha deciso che loro hanno la lingua pura. Pensassero ad avere il culo puro.
Roma mi ha preso: come direbbe La Capria sulla sua puzzolente e prevedibile città di napoli impregnata di bucce di banana, ecco come direbbe La Capria "Napoli è una città che ti ferisce a morte o ti addormenta". Bene io spero che mi addormenti che farmi ferire a morte da Napoli poi come faccio a raccontarlo ai miei pargoli. Roma, dicevo. Roma è qui, appena sotto di me e mi guarda ammiccante e provocatrice, vuole avermi, vuole spazzar via il marciume che la ricopre e tutti i parassiti che la vivono allattando dal suo seno come fossero morti di fame.
La dorsale marchigiana è lì fuori e mi chiama: il Metauro, l'Esino e altri fiumi sconosciuti da ripetere per arrivare a 30. Anzi a 30 e lode, perchè a me mi piace prendere la lode cosi poi mi ci pulisco il culo.
"in virtù dei poteri conferitimi dal Rettore la dichiaro dottore in lingue nella società dell'informazione, con la votazione di 110 su 110 con LODE".
ecco guardate quanto godo, orgasmando di qua e di la e venendo a ruota su treni da pianura padana. Adesso, miserabili schegge della ridente cittadina, adesso ficcatevela tutta nel culo la mia lode, sperando che escano spine come cactus o come croci di cristi crocifissi anni addietro.
Io son li, guardo, godo della vostra mediocrità e se ne ho voglia ve lo infilo con somma calma nel culo, che tanto lo so che vi piace.

Trento

Trento, Repubblica autonoma di Trento, esibire i passaporti si prega di scendere e di non sporcare, che noi siamo trentini e non sporchiamo e non puzziamo e poi paghiamo le tasse che invece in campania non le paga nessuno. Trento, Repubblica autonoma di Trento: noi siamo migliori che i nostri politici sono tutti persone oneste che non rubano soldi e fanno il bene della comunità perchè noi siamo gente di montagna e la gente di montagna deve essere avvantaggiata, mica quelli che vivono sulle isole tremiti.

Trento, autonome Republik von Trient: ci eravamo quasi, poi voi italiani ci avete obbligati a entrare in Italia coi fucili. E be si cesare battisti non è mai esistito.
Benvenuti a Trentoland: state attenti a non sporcare che noi i terroni non li vogliamo. State a casa vostra e lasciateci coltivare le nostre montagne che ne abbiamo diritto perchè un secolo fa qualcuno ci ha rotto le palle coi fucili.

Trento repubblica autonoma di trento: abbiamo diritto ad essere così perchè siamo così. Ci autolegittimiamo.
Nessuno che si renda conto, qui nell repubblica autonoma di trento e della val di non, che in realtà l'autonomia è una gran risorsa ma che non sta scritto da nessuna parte che uno stato te la debba garantire.
Trento repubblica autonoma montana atesina di trento.

Prove elaborate in fase tecnica

E nel mezzo del momento più adatto all'orgasmo giunge solito e solido uno stop. Il partito degli spermatozoi democratici inizia a ragionare sulla questione, elegge un vice capo che elegge un capo che elegge un presidente che elegge un amministratore. Il partito di destra "sperma delle libertà" si oppone alla mancata eiaculazione del pene e propone un'elezione immediata per andare al governo del cazzo e proporre più eiaculazioni per tutti. La lega sborr, piuttosto contrariata, propone di restare tutti così, perchè se non si eiacula lo si ha duro e a noi ci piace averlo duro, mica pizza e fichi. Alza la mano il vice capo della sezione staccata dei verdi della provincia di Verbania che propone l'utilizzo di sperma biologico, che non si sa mai dove e quando si eiacula e allora è opportuno per tutto il mondo consumare solo cibi biologici. Sembra che si sia trovata una opportuna soluzione quando Rheinhold Messner, il capo degli autonomisti innevati del Sudtirolo orientale propone un eiaculazione diretta che non dipenda direttamente dal potere centrale del cervello.Il pene nel frattempo cercava vie di fuga alternative, un esperto di studio aperto propose addirittura di eiaculare dal di dietro ma i radicali (liberi) affermarono con prontezza che si è ok va bene, ma che poi non si può mica cacare da un buchino e allora facciamo lo sciopero della fame e della sete e del sonno e.Ad un tratto la balena bianca propose di eiaculare, che nel frattempo si sarebbe trovata una soluzione o magari un condono: chi ha eiaculato entro il 2007 non paga la tassa sull'eccedenza dello sperma. Al che si frappone tra i manifestanti il gobbo mezzo ciociaro che dice che è tutto a posto.Meno male.Ad un tratto arriva Larussa che fa: porderemo il Gatania in Zerie A.Speriamo va.

Transazioni commerciali

Selezionare eventuale altro prodotto e ritirare il resto, grazie. Regionale, 12221 di sola seconda classe proveniente da FARA SABINA e diretto a Fiumicino, Aeroporto, è in arrivo sul binario due, ferma in tutte le stazioni.Prima stavo parlando col dottor Paypal, quando all'improvviso mi ha sottratto quasi due euro per la conversazione. Dice che deve controllare che la mia carta di credito è la mia carta di credito. Allora si controlliamodottore. Controlla pure che il mio culo sia il mio culo. E come fai ? cerchi le spine di un cactus che ti pare di avermi infilato nell'86, l'anno che nevicava? Quanta neve quell'anno, così tanta non se ne vedeva da tempo e non se ne ebbe a vedere. Fino all'anno della neve, che così i soliti vecchi mille lire un euro si devono correggere, che le stagioni non sono piu e tutto si sta surriscaldando e i ghiacciai si sciolgono ed è la fine del nostro sistema. Bene, penso io: se finisce il mondo muore anche Calderoli, e non è che poi ci è andata così male. Ma calderoli, come lo sterco e l'energia, non muore mai, si trasforma. Certo c'è da chiedersi se sia Sterco o energia, ma fa niente. In fondo non è obbligatorio essere eroi.Il mio conto ha 1,5 euro di meno. Non ho potuto giocare al casino e neanche ho potuto scommettere sul milan: secondo me il picchetto era questo. IL primo gol della partità sarà un autogol su rigore, è dato a 100. Fate un po voi.Un autogol su rigore...cazzo è una canzone di paolo meneguzzi?

nel corridoio

Potrebbe essere un luogo questo. O un interstizio. Quello che sia eh, però c'è flusso da autostrada del sole o autostrada Nel sole. Sai che allucinazione un'autostrada nel sole? Come se non lo fossimo già aggiungerei io, strascicando le parole per terra come quei graziosi cosi lunghi dietro ai vestiti da sposa nei matrimoni in rosso, che la sposa non è vergine, sia chiaro. Non è vergine? ma si che è vergine: nelle orecchie.Uno alza il dito: scusi dottor prete, non è vero, qui si vuole mistificare la realtà. Era il 1999, c'era spazio. C'era spazio 1999, eravamo in quattro al bar e volevamo cambiare il mondo, ma poi passò lei: lasciai cambiare il mondo agli altri e la seguii. Mi disse: ti amo. Le dissi: voglio essere il primo. Mi disse: son rimaste orecchie e naso. No che schifo nel naso no.Lo sgomento, il fastidio, il chiacchiericcio. La chiesa in subbuglio, ognuno a ricordare dove avesse penetrato la giovane donna. Il marito, lui, unico, aveva atteso anni invano. Il subbuglio finì, il prete sposò poi ci provò. Al dottor prete il naso piaceva, non si faceva scrupoli.L'organo in festa, la sposa esce, il riso in testa, il riso in faccia. E' tempo di festa, è tempo di bilanci di precisione. Che buon odore di pulito aveva la chiesa quando tutti uscirono. Odore di svelto. Odore di Svelta.

La comparazione letteraria, ovvero come infilare Haas nel Goethe degli anni migliori

Ieri ho avuto un' allucinazione letteraria. Stavo leggendo Silentium di Wolf Haas quando la comparazione europea mi è entrata in testa: d'un tratto mi è venuto in mente il mio professore di Italiano del liceo a Brindisi e il mio amico (ehemailiger Freund glaub'ich) Davide Magno. Il collegamento tra i due non sussiste, ma di fatto un filo tra due persone credo si possa sempre trovare. Il prof diceva che nella letteratura ogni opera è derivazione diretta di qualcosa già critto, mentre il Magno non mi ricordo cosa dicesse, ma forse serviva a questo Post come conditio sine qua non della sua stessa esistenza.Wolf Haas, dunque: compararlo con Faust o con qualsiasi opera di Mann è obiettivamente impossibile e infruttuoso, però se ci penso Goethe e Mann sono arrivati in Italia passando per il Tirolo, e quindi per il Brenner. Ecco quindi come Goethe si lega ad Haas: Brenner.Brennero, stazione di Brennero.Brenner, Bahnhof Brenner.Selezionare eventuale altro prodotto e ritirare il resto, grazie.Quasi quasi stasera un giro al Brennero me lo vado a fare.
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