Alla fine la debacle è stata oltre le aspettative. Non vorrei commentare i risultati degli altri, non vorrei andare a spulciare nei risultati degli altri.
Voglio guardare dentro di noi.
Con tutto il rispetto della provocazione linguistica. Ci siamo imbottiti di storie di froci, di ambientalismi del cazzo e di parole vuote. Abbiamo voluto catturare voti da baraccone dei gay pride e da casalinghe della val di susa. Abbiamo voluto chiuderci dentro i nostri discorsi di femminismo, di diritti civili, di ambiente.
Abbiamo dimenticato la nostra gente. Abbiamo dimenticato la gente comune, i lavoratori e gli operai, gli insegnanti e i dipendenti. Ci siamo concentrati su lesbiche, froci e cazzi vari. Abbiamo sbagliato, tutti insieme. Anche io, che magari avrei potuto dirlo prima.
Bene, ora è già tempo di ricominciare. Quello che vorrei è che questi personaggi, questi verdi da baraccone, questi figuri che credono di poter mettere al centro di un programma elettorale il diritto di omosessuali e donne, quei soggetti che non si rendono conto che la società va cambiata dall'interno e che una società civile accoglierà - sua sponte - i diritti di queste categorie, bè queste persone che si facciano da parte. Mettetevi un po' a lato e lasciateci riprendere il nostro partito di sinistra.
E voi, soggetti freakkettoni che poi fra dieci anni confluirete verso il centro, vi preghiamo: lasciateci stare. Lasciate che la sinistra torni di sinistra e che si parli delle cose serie per poter cambiare un paese. State a casa a fare cartine, preservativi, gay pride e discorsi da partito da anni 70. Vestitevi con i vostri eskimo vintage senza contenuto cerebrale, ma state a casa, nel vostro caffè o al bingo. Magari vincete.
Altrimenti la sinistra, il nostro partito di sinistra ce lo prenderemo con la lotta.
lunedì 14 aprile 2008
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