Visualizzazione post con etichetta tempo. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tempo. Mostra tutti i post

mercoledì 9 gennaio 2008

La Montagna Incantata



Sottotitolo: come esorcizzare la malattia, il potere, il demone.

Nel regno delle tenebre mi trovavo, quando la magic mountain di Thomas Mann arrivò alle mie orecchie per la prima volta. Cercavo - invero invano - di riconquistare una posizione all'interno dello scacchiere delle meraviglie internazionali, allorchè decisi che dovevo leggere e che, seguendo i consigli dell'autore a Princeton, avrei dovuto aspettare alcuni anni prima di leggere ancora.

Ora io mi trovo, mentalmente e forse anche fisicamente, nel 2034.

" Era il mese di dicembre dell'anno del signore 2007. Fu un anno etereo, con poca passione e molta dedizione al terreno, al razionale, al profitto, alla crescita. Nel rombo di tuono che pervase l'ultimo quarto dell'anno trovai la forza di riscoprire il mio essere, la mia anima, di rivalutare la mia malattia, di esteriorizzarla e di darle un nome e cognome: paura. Quando ebbi la fortuna di partecipare all'incauto gioco di rivoluzioni senz'armi, i miei occhiali erano sporchi e Thomas Mann, lui omnipresente, bussava alla mia porta chiedendo in flusso di coscienza una recensione non benevolente sui Buddenbrook.

Ma era ormai tempo di dedicarmi ad altro. E mentre un sacro e incantato amore scoppiava nel mio cuore, erompeva con potenza sublime e rivoluzionava vite usi e costumi di altri, sentii che era giunto il momento di darsi allo Zauberberg. Presi - per iniziare - una vecchia traduzione di Pocar, datata si, ma ben fatta.
Le prime pagine, come ormai è ripetuto su ogni manuale di letteratura tedesca, sono esempio da seguire di prosa letteraria. La descrizione del viaggio di Castorp verso Davos è poi qualcosa di stilisticamente perfetto.

Nel frattempo il tempo e la malattia, e il loro continuo involversi, mi davano da pensare. Il tempo, così come Mann lo vuole far sentire e la malattia, quell'alternarsi folle di Eros e Tanatos che riappare in ogni pagina del titanico romanzo. Decisi che era giunto il momento di trattare analiticamente i due concetti, di metterli per iscritto e di dare al mio flusso di coscienza la possibilità di analizzarli a dovere."

Das Ende

sabato 17 novembre 2007

Futurismo e Passatismo






Aggiornare un blog è una delle locuzioni peggiori che un uomo possa mai pronunciare. Però è un dato di fatto, i blog si aggiornano e quindi opporsi al dinamismo della lingua è un nonsense, è improduttivo.
Pensare che in una giornata ho attraversato l'Italia da nord a sud e da est a ovest a est mi fa veramente pensare a come funziona il mondo. Lasciata la repubblica autonoma di Trento mi sono sentito smarrito, soprattutto quando Tosi-Land mi ha accolto con il suo classico e ordinato ripetersi di mona e diocan. Poi l'Urbe con le sue gesta e poi la piccola e ridente cittadina che tanto mi ha dato e a cui tanto do, diedi, darò.

La velocità con cui ci trasliamo mi fa pensare a una dilatazione del tempo di tipo anale. Mi viene da pensare ad Heidegger e a Bergson, che col tempo hanno sviluppato anche loro alcune simpatiche pratiche di onanismo spirituale. E mi rendo conto che forse ho tolto al tempo il suo valore reale, convinto che nel mondo tutto sia normale o normato, e ho rincorso traguardi che poi, raggiunti, mi hanno penetrato con delusione e senza lubrificanti. Il risultato è che, assorbito dai servizi senza armi, sento di avere cestinato troppo tempo e - al contempo - sono terrorizzato di non riuscire a crearne più dell'altro. E nel frattempo i quotidiani quotidiani d'adige non fanno altro che pubblicare foto di gente che va in galera: loro si che il tempo lo sapranno rivalutare e odiare, loro si che sapranno imprecare contro dio quando il tempo non c'è e piangere nelle fessure dei muri quando il tempo è troppo, il cubo è stretto e le mani sono tracciate da solchi da mezzadro.
E nella notte in cui tutto sembra scorrere lento sento il continuo ticchettare di un orologio che avevo dimenticato acceso, e capisco che la differenza sta veramente nella percezione. E forse percezione si intende davvero tutto.
Ergo, la percezione è qualcosa che ti modifica la vita, ti ferisce a morte o ti addormenta.

Velocità o meno, Futurismo o meno, inizio a propendere per il meno. In uno spazio in cui l'uomo recupera il tempo, rimette i due elementi in relazione e smette vizi un tempo tanto odiati, in uno spazio dove collocarsi è difficile ma alla fine trovi il tuo cantuccio, il tuo corridoio d'aria. Lo spazio ci ingloba e il tempo ci ingabbia.


Io, intanto, scriverò qualcosa su questo segnale stradale. E' un meraviglioso invito alla demenza, un terribile concetto di potenza divina.
Agnostici d'ogni dove, tremate.
Powered By Blogger

Disclaimer

Tutto quello che viene pubblicato in questo spazio è di proprietà dell'autore, che ne esercita la potestà secondo i vincoli imposti dalla costituzione della sacra romana repubblica apostolica italiana. L'uso commerciale è vietato, l'uso ad onanismum è consigliato. L'uso critico è consigliato.
Creative Commons License


Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.