
Sottotitolo: come esorcizzare la malattia, il potere, il demone.
Nel regno delle tenebre mi trovavo, quando la magic mountain di Thomas Mann arrivò alle mie orecchie per la prima volta. Cercavo - invero invano - di riconquistare una posizione all'interno dello scacchiere delle meraviglie internazionali, allorchè decisi che dovevo leggere e che, seguendo i consigli dell'autore a Princeton, avrei dovuto aspettare alcuni anni prima di leggere ancora.
Ora io mi trovo, mentalmente e forse anche fisicamente, nel 2034.
" Era il mese di dicembre dell'anno del signore 2007. Fu un anno etereo, con poca passione e molta dedizione al terreno, al razionale, al profitto, alla crescita. Nel rombo di tuono che pervase l'ultimo quarto dell'anno trovai la forza di riscoprire il mio essere, la mia anima, di rivalutare la mia malattia, di esteriorizzarla e di darle un nome e cognome: paura. Quando ebbi la fortuna di partecipare all'incauto gioco di rivoluzioni senz'armi, i miei occhiali erano sporchi e Thomas Mann, lui omnipresente, bussava alla mia porta chiedendo in flusso di coscienza una recensione non benevolente sui Buddenbrook.
Ma era ormai tempo di dedicarmi ad altro. E mentre un sacro e incantato amore scoppiava nel mio cuore, erompeva con potenza sublime e rivoluzionava vite usi e costumi di altri, sentii che era giunto il momento di darsi allo Zauberberg. Presi - per iniziare - una vecchia traduzione di Pocar, datata si, ma ben fatta.
Le prime pagine, come ormai è ripetuto su ogni manuale di letteratura tedesca, sono esempio da seguire di prosa letteraria. La descrizione del viaggio di Castorp verso Davos è poi qualcosa di stilisticamente perfetto.
Nel frattempo il tempo e la malattia, e il loro continuo involversi, mi davano da pensare. Il tempo, così come Mann lo vuole far sentire e la malattia, quell'alternarsi folle di Eros e Tanatos che riappare in ogni pagina del titanico romanzo. Decisi che era giunto il momento di trattare analiticamente i due concetti, di metterli per iscritto e di dare al mio flusso di coscienza la possibilità di analizzarli a dovere."
Das Ende




