
E mentre il governo inventa e distrugge l'Italia arretra. Mentre tra le vie di Roma si discute di prigioni galleggianti per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario e, contestualmente, si da via libera ad una serie di scellerate leggi che ledono i diritti degli individui, qui nella ovattata città di Trento si preferisce fare sempre un passo avanti e due indietro. Un passo avanti perchè si riesce a metter su una manifestazione di piazza che coinvolge tante individualità e realta organizzate, e due passi indietro perchè in nome del rinnovamento della politica e del cambiamento delle prassi ci si rifà a vecchi modelli interpretativi. E' come voler innovare la letteratura senza innovare il linguaggio, come se Bukowski avesse scritto con la lingua del suo trisavolo.
Tante realtà, più o meno organizzate, che fanno la fila per dichiararsi contro i partiti e contro il loro predominio senza però un vivo esame di coscienza: sono anche loro realtà politiche, anche loro come i partiti muovono voti, anche loro hanno una precisa identità. Solo che loro si arrogano il diritto di poter dire quello che si vuole in nome dell'apartitismo, mentre un partito (o una associazione schierata) deve rinunciare alle sueprassi e identità solo per raggiungere un compromesso. Mettere un cappello, questo è il loro linguaggio di maniera trito e ritrito, più vecchio persino della tanto biasimata falce e martello, mettere un cappello non si può, perchè - dicono - il partito mina la nostra indipendenza politica e la nostra lotta. Ovvio, se il partito fosse magari un altro (più grande, con più soldi e con più offerte concrete), non ci sarebbe sicuramente questo astio ingustificato. Perchè questo non è apartitismo, ma antipartitismo: non si tratta di voler mantenere la propria identità ben salda, ma si tratta di voler tener fuori da un determinato ambiente un preciso soggetto politico che - comunque - nel bene o nel male tra gli studenti ci è sempre stato senza chiedere tessere o simili. Si tratta di voler fare fuori la rifondazione comunista perchè gli altri - ai quali alcuni movimentisti-per-favore-non-mettere-cappello-su-mia-manifestazione danno il voto - tra la plebaglia non vogliono neanche esserci. La rifondazione comunista ha sempre appoggiato i movimenti senza chiedere in cambio il voto o la tessera, perchè ha la giusta onestà intellettuale per affermare che non vuole strumentalizzare niente, e la dimostrazione sta nel fatto che è ancora viva e vegeta nonostante proprio la sempre presente democrazia cristiana l'abbia fatta fuori dal parlamento a calci nel culo. Ora io chiedo a questi signori e signore antipartitici: l'UDC del Trentino vi lascerebbe mai usare il suo ciclostile gratis senza chiedere nulla in cambio? Se rispondete "no" allora fermatevi un attimo a fare un'analisi della questione, per capire fino in fondo che il vostro disprezzo e la vostra ironia in realtà sono mancanza di rispetto verso un soggetto politico che, da quando esiste, appoggia senza remore e senza richieste di favori movimenti e associazioni.
Poi se alcune o alcuni di voi sono intimamente turbati dal fatto che l'UPT non partecipi a queste attività...poteva pensarci prima di fare dichiarazione di voto per chi veramente strumentalizza giovani e movimenti. Per quanto mi riguarda a Torino, a prendere botte, oltre a studenti e studentesse e ad altre realtà di vario tipo c'erano anche i compagni e le compagne della rifondazione comunista, mentre PD&friends erano nei palazzi a giocarsi le carte del potere. Questa però è un'analisi troppo approfondita, e credo che pochi abbiano voglia di farla.



