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mercoledì 20 maggio 2009

l'onda scema e ci travolge


E mentre il governo inventa e distrugge l'Italia arretra. Mentre tra le vie di Roma si discute di prigioni galleggianti per risolvere il problema del sovraffollamento carcerario e, contestualmente, si da via libera ad una serie di scellerate leggi che ledono i diritti degli individui, qui nella ovattata città di Trento si preferisce fare sempre un passo avanti e due indietro. Un passo avanti perchè si riesce a metter su una manifestazione di piazza che coinvolge tante individualità e realta organizzate, e due passi indietro perchè in nome del rinnovamento della politica e del cambiamento delle prassi ci si rifà a vecchi modelli interpretativi. E' come voler innovare la letteratura senza innovare il linguaggio, come se Bukowski avesse scritto con la lingua del suo trisavolo.

Tante realtà, più o meno organizzate, che fanno la fila per dichiararsi contro i partiti e contro il loro predominio senza però un vivo esame di coscienza: sono anche loro realtà politiche, anche loro come i partiti muovono voti, anche loro hanno una precisa identità. Solo che loro si arrogano il diritto di poter dire quello che si vuole in nome dell'apartitismo, mentre un partito (o una associazione schierata) deve rinunciare alle sueprassi e identità solo per raggiungere un compromesso. Mettere un cappello, questo è il loro linguaggio di maniera trito e ritrito, più vecchio persino della tanto biasimata falce e martello, mettere un cappello non si può, perchè - dicono - il partito mina la nostra indipendenza politica e la nostra lotta. Ovvio, se il partito fosse magari un altro (più grande, con più soldi e con più offerte concrete), non ci sarebbe sicuramente questo astio ingustificato. Perchè questo non è apartitismo, ma antipartitismo: non si tratta di voler mantenere la propria identità ben salda, ma si tratta di voler tener fuori da un determinato ambiente un preciso soggetto politico che - comunque - nel bene o nel male tra gli studenti ci è sempre stato senza chiedere tessere o simili. Si tratta di voler fare fuori la rifondazione comunista perchè gli altri - ai quali alcuni movimentisti-per-favore-non-mettere-cappello-su-mia-manifestazione danno il voto - tra la plebaglia non vogliono neanche esserci. La rifondazione comunista ha sempre appoggiato i movimenti senza chiedere in cambio il voto o la tessera, perchè ha la giusta onestà intellettuale per affermare che non vuole strumentalizzare niente, e la dimostrazione sta nel fatto che è ancora viva e vegeta nonostante proprio la sempre presente democrazia cristiana l'abbia fatta fuori dal parlamento a calci nel culo. Ora io chiedo a questi signori e signore antipartitici: l'UDC del Trentino vi lascerebbe mai usare il suo ciclostile gratis senza chiedere nulla in cambio? Se rispondete "no" allora fermatevi un attimo a fare un'analisi della questione, per capire fino in fondo che il vostro disprezzo e la vostra ironia in realtà sono mancanza di rispetto verso un soggetto politico che, da quando esiste, appoggia senza remore e senza richieste di favori movimenti e associazioni.

Poi se alcune o alcuni di voi sono intimamente turbati dal fatto che l'UPT non partecipi a queste attività...poteva pensarci prima di fare dichiarazione di voto per chi veramente strumentalizza giovani e movimenti. Per quanto mi riguarda a Torino, a prendere botte, oltre a studenti e studentesse e ad altre realtà di vario tipo c'erano anche i compagni e le compagne della rifondazione comunista, mentre PD&friends erano nei palazzi a giocarsi le carte del potere. Questa però è un'analisi troppo approfondita, e credo che pochi abbiano voglia di farla.

domenica 9 dicembre 2007

Avvento

Passare per caso nei blog di periferia, forse, è cosa buona e giusta. Mentre - e sia chiaro anche proficuamente - mi accostavo con fare cattolico alle esperienze grafiche di ex amici o ex vicini, d'un tratto mi trovo spossato e inquadrato in sterili schemi mentali. Domande che pervengono a velocità a volte spassionate, stomaci che si contorcono e nebbie - mentali ma vive come i folletti - che mi penetrano e mi sbattono e mi scopano e forse non si sa.

"Patente e libretto", mi fa lo sbirro. Ehi, amico, un attimo, ho un flusso di coscienza già ben determinato, ho da sciorinarti i miei mille libri letti e i mille gruppi musicali conosciuti. Che al giorno d'oggi, se non conosci l'arte lillipuziana e un po beat di gio' Servetti, dove credi di andare? e io che cercavo le verità inalienabili dell'uomo in montagne incantate e uomini senza qualità. Troppo lunghi, l'uomo moderno, il colto cultore di strane letterature pare non poterli leggere altrimenti il tempo stringe, e il tempo è denaro e poi prenderlo al culo gratis non è mica la stesso cosa.

Ricomincio. "patente e libretto". Senta mi chiamo Paolo  e sono stato il primo compagno di stanza del fratello del nipote del cugino di mio padre, e poi sono figlio di e nipote di e ho diritto ai sensi dellarticolo10493943 della legge 9192 sul codice di procedura anale. "come ha detto di chiamarsi?" disse il commissario Pascariello con fare western col sigaro e puzza di whisky. Paolo Retinò risposi, e con l'accento brutto sbirro idiota, che poi impazzisco e ti depenno dai servizi senz'armi.

Pare che ormai ,se non scrivi su libri riviste e giornali e non leggi i libri del nuovo canone, be tu non sia nessuno. Io continuo a perseguire la mia vecchia, funzionale strada. Una 127 a volte funziona più di una fiat stilo. Per adesso, cerco di ricomporre tutto quanto quello che mi gira per la testa.

Benzedrina, mescalina, lsd, sali minerali, gatorade. Prossima fermata, anagnina. Si prega di scendere e - magari - fate attenzione al controllore che ve lo butta al culo.

Volgarità gratuite, ma che diamine su star trek funziona

sabato 21 luglio 2007

Trento

Trento, Repubblica autonoma di Trento, esibire i passaporti si prega di scendere e di non sporcare, che noi siamo trentini e non sporchiamo e non puzziamo e poi paghiamo le tasse che invece in campania non le paga nessuno. Trento, Repubblica autonoma di Trento: noi siamo migliori che i nostri politici sono tutti persone oneste che non rubano soldi e fanno il bene della comunità perchè noi siamo gente di montagna e la gente di montagna deve essere avvantaggiata, mica quelli che vivono sulle isole tremiti.

Trento, autonome Republik von Trient: ci eravamo quasi, poi voi italiani ci avete obbligati a entrare in Italia coi fucili. E be si cesare battisti non è mai esistito.
Benvenuti a Trentoland: state attenti a non sporcare che noi i terroni non li vogliamo. State a casa vostra e lasciateci coltivare le nostre montagne che ne abbiamo diritto perchè un secolo fa qualcuno ci ha rotto le palle coi fucili.

Trento repubblica autonoma di trento: abbiamo diritto ad essere così perchè siamo così. Ci autolegittimiamo.
Nessuno che si renda conto, qui nell repubblica autonoma di trento e della val di non, che in realtà l'autonomia è una gran risorsa ma che non sta scritto da nessuna parte che uno stato te la debba garantire.
Trento repubblica autonoma montana atesina di trento.
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