sabato 17 novembre 2007

Futurismo e Passatismo






Aggiornare un blog è una delle locuzioni peggiori che un uomo possa mai pronunciare. Però è un dato di fatto, i blog si aggiornano e quindi opporsi al dinamismo della lingua è un nonsense, è improduttivo.
Pensare che in una giornata ho attraversato l'Italia da nord a sud e da est a ovest a est mi fa veramente pensare a come funziona il mondo. Lasciata la repubblica autonoma di Trento mi sono sentito smarrito, soprattutto quando Tosi-Land mi ha accolto con il suo classico e ordinato ripetersi di mona e diocan. Poi l'Urbe con le sue gesta e poi la piccola e ridente cittadina che tanto mi ha dato e a cui tanto do, diedi, darò.

La velocità con cui ci trasliamo mi fa pensare a una dilatazione del tempo di tipo anale. Mi viene da pensare ad Heidegger e a Bergson, che col tempo hanno sviluppato anche loro alcune simpatiche pratiche di onanismo spirituale. E mi rendo conto che forse ho tolto al tempo il suo valore reale, convinto che nel mondo tutto sia normale o normato, e ho rincorso traguardi che poi, raggiunti, mi hanno penetrato con delusione e senza lubrificanti. Il risultato è che, assorbito dai servizi senza armi, sento di avere cestinato troppo tempo e - al contempo - sono terrorizzato di non riuscire a crearne più dell'altro. E nel frattempo i quotidiani quotidiani d'adige non fanno altro che pubblicare foto di gente che va in galera: loro si che il tempo lo sapranno rivalutare e odiare, loro si che sapranno imprecare contro dio quando il tempo non c'è e piangere nelle fessure dei muri quando il tempo è troppo, il cubo è stretto e le mani sono tracciate da solchi da mezzadro.
E nella notte in cui tutto sembra scorrere lento sento il continuo ticchettare di un orologio che avevo dimenticato acceso, e capisco che la differenza sta veramente nella percezione. E forse percezione si intende davvero tutto.
Ergo, la percezione è qualcosa che ti modifica la vita, ti ferisce a morte o ti addormenta.

Velocità o meno, Futurismo o meno, inizio a propendere per il meno. In uno spazio in cui l'uomo recupera il tempo, rimette i due elementi in relazione e smette vizi un tempo tanto odiati, in uno spazio dove collocarsi è difficile ma alla fine trovi il tuo cantuccio, il tuo corridoio d'aria. Lo spazio ci ingloba e il tempo ci ingabbia.


Io, intanto, scriverò qualcosa su questo segnale stradale. E' un meraviglioso invito alla demenza, un terribile concetto di potenza divina.
Agnostici d'ogni dove, tremate.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

futurismo e passatismo?..tempismo direbbe..!!bisogna sempre ottimizzare i tempi,impiegarlo nel miglior modo possibile,sfruttarlo piuttosto che farci sfruttare per non cadere poi nello schiavismo o nel tempo tiranno!..proprio come in quella casa..l'orologio scorre..e dei libri neanche l'ombra!!che siano le 5 le 15 o le 22 non c'è alcuna differenza,l'importante è fingere di essere nel giusto ritmo correndo contro il tempo..aprire un libro e..nel frattempo chiacchierare,parlare al tel,guardare la tv,sospirare..e poi lamentarsi del troppo poco tempo..e degli autori giapponesi che scrivono biografie suicida..titoli come "un esperienza personale" che tratta di come un uomo ami fare l'amore in maniera illogica e con tutt altre parti del corpo,può essere un vantaggio per qualcuno che non è predisposto per lo studio,e invece..no!niente da fare..si prova un altro autore che invece si vuole ammazzare perchè ha un figlio dawn..è davvero una corsa contro il tempo..e verso la voglia matta di non fare un beneamato cacchio tutte le ore di ogni santo giorno!!questi si che sono traguardi!!il fuoricorso??cosè?è semplicemente un percorso alternativo che ti permette di distinguerti dal resto della massa che come tante pecore si laurea in tempo e con ottimi voti!bleak!a noi non ci piace..una bella complanare che ti permette di sbirciare le altre facoltà volendo ed essere più informato su tutto!si su tutto tranne sulla propria e sui propri esami!obiettivi??certo!ma con calma,tanto fretta non c'è nè,il tempo è fuggito via dopo aver sbirciato in quella casa,quindi..tutto procede per il verso giusto..benvenuto ghismo!

Dok. ha detto...

Scegliere la propria vita è forse l'ultima libertà che è rimasta all'uomo libero.

Quello che credo è che noi si debba essere più pronti a capire l'altro, il suo essere, il suo agire e il motivo che lo spinge a fare tutto.

Solo allora potremo dire di aver raggiunto uno scopo.

Anonimo ha detto...

..sempre assolutamente daccordo..ovvio che ognuno ha una sua ottica..ognuno è libero di scegliere e vivere come meglio crede..però anch'io posso essere libera di fare ironia e prendere tutto in maniera divertente..in questo mondo e in questa vita dove non è proprio tutto da ironizzare..

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