domenica 9 dicembre 2007

Straniere merci.


Giusto un attimo, per riportare un articolo del corriere che - finalmente - tratta il decreto flussi e tutte i relativi incontestabili problemi di gestione da parte del ministero dell'interno.

Per chi ne abbia voglia ecco il link.

La foto, intensa e significativa, è un'immagine di migranti italiani. Giusto per riuscire a soppesare le cose, che - a volte - sembrano dimenticate.

Avvento

Passare per caso nei blog di periferia, forse, è cosa buona e giusta. Mentre - e sia chiaro anche proficuamente - mi accostavo con fare cattolico alle esperienze grafiche di ex amici o ex vicini, d'un tratto mi trovo spossato e inquadrato in sterili schemi mentali. Domande che pervengono a velocità a volte spassionate, stomaci che si contorcono e nebbie - mentali ma vive come i folletti - che mi penetrano e mi sbattono e mi scopano e forse non si sa.

"Patente e libretto", mi fa lo sbirro. Ehi, amico, un attimo, ho un flusso di coscienza già ben determinato, ho da sciorinarti i miei mille libri letti e i mille gruppi musicali conosciuti. Che al giorno d'oggi, se non conosci l'arte lillipuziana e un po beat di gio' Servetti, dove credi di andare? e io che cercavo le verità inalienabili dell'uomo in montagne incantate e uomini senza qualità. Troppo lunghi, l'uomo moderno, il colto cultore di strane letterature pare non poterli leggere altrimenti il tempo stringe, e il tempo è denaro e poi prenderlo al culo gratis non è mica la stesso cosa.

Ricomincio. "patente e libretto". Senta mi chiamo Paolo  e sono stato il primo compagno di stanza del fratello del nipote del cugino di mio padre, e poi sono figlio di e nipote di e ho diritto ai sensi dellarticolo10493943 della legge 9192 sul codice di procedura anale. "come ha detto di chiamarsi?" disse il commissario Pascariello con fare western col sigaro e puzza di whisky. Paolo Retinò risposi, e con l'accento brutto sbirro idiota, che poi impazzisco e ti depenno dai servizi senz'armi.

Pare che ormai ,se non scrivi su libri riviste e giornali e non leggi i libri del nuovo canone, be tu non sia nessuno. Io continuo a perseguire la mia vecchia, funzionale strada. Una 127 a volte funziona più di una fiat stilo. Per adesso, cerco di ricomporre tutto quanto quello che mi gira per la testa.

Benzedrina, mescalina, lsd, sali minerali, gatorade. Prossima fermata, anagnina. Si prega di scendere e - magari - fate attenzione al controllore che ve lo butta al culo.

Volgarità gratuite, ma che diamine su star trek funziona

martedì 4 dicembre 2007

Notizie che cambiano la vita.

Così è (la vita), se vi pare. Uno al mattino cerca di aggiornarsi sul fluire del mondo e si imbatte in tali novità. Ed ecco che la giornata cambia, diventa luminosa e raggiante.

Vi invito a leggere questo articolo: "Gli scienziati studiano la tombola, per vincere BISOGNA avere 6 cartelle." Pare che il mondo non sarà più lo stesso

Per quanto mi riguarda, dopo robe così il mondo potrebbe anche finire.

martedì 20 novembre 2007

Mondnacht

Questa lirica mi è passata davanti agli occhi qualche giorno fa. So che è inusuale presentare una poesia in un blog. Ma non per me. So che magari sia difficile da capire per motivi linguistici, però mi fa stare bene. E' un esempio perfetto di uso della lingua tedesca. Per i non germanisti, spero possiate apprezzarne lo stesso perlomeno il ritmo e la metrica.


Mondnacht

Es war, als hätt' der Himmel
Die Erde still geküsst,
Dass sie im Blütenschimmer
Von ihm nun träumen müsst.

Die Luft ging durch die Felder,
Die Ähren wogten sacht,
Es rauschten leis' die Wälder,
So sternklar war die Nacht.

Und meine Seele spannte
Weit ihre Flügel aus,
Flog durch die stillen Lande,
Als flöge sie nach Haus.

Joseph von Eichendorff



domenica 18 novembre 2007

La Terra Desolata







I can connect

Nothing with nothing T.S. Eliot


Torno a casa, nella stanza che - storia alla mano- ha affrontato ogni protosingulto della mia esistenza. Il tempo di ricollegare spazi temporali lontani ed emozioni già vissute è minimo, ma mi rendo conto in un istante di quanto possa essere desolata la Terra, nel suo animo, nel suo muoversi, nel suo sentirsi libera.

E allora mi rendo conto di non poter connettere niente con niente,. che ogni elemento della esistenza umana va letto come elemento scisso, atomico, esibizionista ma allo stesso tempo chiuso da frontiere con dazi, gabelle e scorribande, come per Kohlhaas. Se apro gli occhi, subito fuori vedo scompiglio, disperazione, aria di mare e pioggia torrenziale.

Dentro, spalmato tra grandi mura che sembrano ali, l'impressione è di grande calma, di possibilità di ricostruzione e di effetti visivi al tramonto. Dentro è l'alba, è il sole che sorge sul mare. Fuori è la tempesta che spazza e pulisce, fuori è la letteratura della crisi, dentro - ovattata - è la letteratura del compromesso, dei critici da scrivania che mangiano hashish. Spento e quasi prostrato dentro il dritto fluire dell'arte, è fuori che il mio spirito primordiale mi spinge: qui Overbeck lì Friedrich. Non potrei mai scegliere il primo in un momento così.

E allora prendo in mano il coraggio di fare le scelte, metto su la sciarpa della follia e in bocca - accesa e lampeggiante - una delle mie gauloises rosse, che mi danno senso e propulsione. In tasca, coperti da ali ancora più grosse, i frutti del mio destino e il resto delle bionde d'ordinanza. Fuori, tra diluvi da bibbia di cartone e venti che superano anche l'immaginazione, tra treni pieni di sesso a venti euro e aghi omosessuali, fuori - come nel miglior Vicky Tondelli - froci colorati e teatrini caricano il mondo di gaiezza, odi e responsabilità.

Mi sento meglio, torno a casa e penso che in fondo roma non è stata costruita in un giorno. Apro il portone e il mio cane è li.


Un rumore sordo per strada: sicuramente un rumeno che ruba, uccide, devasta. Ormai non può essere altro.
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