giovedì 19 febbraio 2009

Rifondiamo la rifondazione di rifondazione comunista.


Rifondazione Comunista non era più un blocco di granito da 300 tonnellate che esisteva di vita propria. Me ne accorsi un freddo lunedì sera trentino, tornando a casa con mille pensieri per la testa. Il processo della atomizzazione era ormai nel vivo: Rifondazione Comunista si sarebbe scissa entro l'anno in Rifondazione e Comunista, gli uni a chiedersi cosa vi fosse da rifondare, gli altri a interrogarsi sul simpatico aggettivo che da solo, però, aveva ben poco da dire. Nell' estate poi, in uno di quei pomeriggi afosi di agosto Rifonda si sarebbe definitivamente staccata da Azione: ancora una volta gli uni con fare minaccioso intimavano al popolo di rifondare qualcosa, mentre i pochi superstiti confluiti in Azione ( si dice un circolo del pavese e un gruppo di neonazi che avevano sbagliato partito a causa della coca) decidevano di prendere le armi per poi confluire in uno dei movimenti comunisti dal nome impronunciabile, tipo "essere comunisti marxisti ma non leninisti oggi nella circoscrizione elettorale XI della provincia di Verbania, principalmente in Val Dossola." Bene, in quella serata trentina tornando a casa mi resi conto che Rifondazione Comunista non era più lì, ad aspettarmi, ad esistere comunque con o senza la mia presenza. Rifondazione Comunista stava morendo, e gli unici che non lo volevano capire erano quelli che ci lavorano e i vecchi. Tutti ad arrovellarsi sulle cause, a credere che la colpa fosse dell'idiozia politica di Nichivendola.


La tristezza poi mi avvolse come miele. Sentivo che per me gli spazi politici si chiudevano. Rifondazione quasi non la sentivo più mia, in mano a burocrati stalinisti e ad idioti/e convinti/e di essere dei leader. I Camionisti Italiani neanche a parlarne, anche se un quarto iscritto lo avrebbero gradito. Sinistra democratica bleach, è più facile iscriversi alla massoneria, e d'altro canto hai il vantaggio che appena aderisci diventi il capo. Movimento per la sinistra una merda: un controsenso politico. Un movimento fermo che nasce dall'alto dovrebbe chiamarsi "Sto fermo e aspetto, e magari vado a sinistra". Il PD invece contenitore di basabanchi inutili e con l'ano rivolto a piazza sanpietro.


Niente era più mio. Tutto si era dissolto. La decisione migliore era forse di lasciar perdere tutte le contraddizioni e di votare Berlusconi, così come gli altri. Un po' di vasella la prima volta, poi ti ci abitui. Almeno se lo voti non sei obbligato a fargli la guerra, e hai anche il diritto di criticarlo se non rispetta il programma.


Dopo tutto il farneticare, accesi una gustosa sigaretta al profumo di tranquillanti e decisi di pensare. La soluzione, pensai, era lasciare stare. Lasciare la politica fatta in prima persona, dedicarsi alle proprie attività aspettando tempi più propizi.

Solo che mentre fuori il vento della rivoluzione è impetuoso, scegliere è difficile.


Male che vada, vado a Sanremo a parlare male di froci, pulsioni sessuali e quant'altro.

Non ci resta che piangere.

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