domenica 23 novembre 2008

Francesco Guccini


Volevo scrivere qualcosa, ma ultimamente lo spirito è pesante e poco elastico. Sto cercando di dividere la mia vita tra engagement e letteratura, ma inevitabilmente una delle due parti prende il sopravvento ed è finita. Per ora spengo, lascio stare.

Quello che volevo dire, è espresso nei versi qui sotto del sig. Guccini. E' sufficiente, non ho bisogno di dire altro.

Guccini in questo momento rappresenta quello che vorrei essere. Rappresenta l'uso delle parole nel modo giusto, la costruzione di un verso dinamico e non eccessivamente attaccato all'antico. Per me Guccini ora rappresenta uno dei modi per comunicare, mentre sento che il mio cervello regredisce in un mondo sotterraneo alla ricerca di un liquido che possa scongelarlo. Ho a che fare con i miei limiti e lo ammetto, cerco di trovare una soluzione.




Venite pure avanti, voi con il naso corto, signori imbellettati, io più non vi sopporto,
infilerò la penna ben dentro al vostro orgoglio perchè con questa spada vi uccido quando voglio.
Venite pure avanti poeti sgangherati, inutili cantanti di giorni sciagurati,
buffoni che campate di versi senza forza avrete soldi e gloria, ma non avete scorza;
godetevi il successo, godete finchè dura, che il pubblico è ammaestrato e non vi fa paura
e andate chissà dove per non pagar le tasse col ghigno e l' ignoranza dei primi della classe.
Io sono solo un povero cadetto di Guascogna, però non la sopporto la gente che non sogna.
Gli orpelli? L'arrivismo? All' amo non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Facciamola finita, venite tutti avanti nuovi protagonisti, politici rampanti,
venite portaborse, ruffiani e mezze calze, feroci conduttori di trasmissioni false
che avete spesso fatto del qualunquismo un arte, coraggio liberisti, buttate giù le carte
tanto ci sarà sempre chi pagherà le spese in questo benedetto, assurdo bel paese.
Non me ne frega niente se anch' io sono sbagliato, spiacere è il mio piacere, io amo essere odiato;
coi furbi e i prepotenti da sempre mi balocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Ma quando sono solo con questo naso al piede
che almeno di mezz' ora da sempre mi precede
si spegne la mia rabbia e ricordo con dolore
che a me è quasi proibito il sogno di un amore;
non so quante ne ho amate, non so quante ne ho avute,
per colpa o per destino le donne le ho perdute
e quando sento il peso d' essere sempre solo
mi chiudo in casa e scrivo e scrivendo mi consolo,
ma dentro di me sento che il grande amore esiste,
amo senza peccato, amo, ma sono triste
perchè Rossana è bella, siamo così diversi,
a parlarle non riesco: le parlerò coi versi, le parlerò coi versi...
Venite gente vuota, facciamola finita, voi preti che vendete a tutti un' altra vita;
se c'è, come voi dite, un Dio nell' infinito, guardatevi nel cuore, l' avete già tradito
e voi materialisti, col vostro chiodo fisso, che Dio è morto e l' uomo è solo in questo abisso,
le verità cercate per terra, da maiali, tenetevi le ghiande, lasciatemi le ali;
tornate a casa nani, levatevi davanti, per la mia rabbia enorme mi servono giganti.
Ai dogmi e ai pregiudizi da sempre non abbocco e al fin della licenza io non perdono e tocco,
io non perdono, non perdono e tocco!
Io tocco i miei nemici col naso e con la spada,
ma in questa vita oggi non trovo più la strada.
Non voglio rassegnarmi ad essere cattivo,
tu sola puoi salvarmi, tu sola e te lo scrivo:
dev' esserci, lo sento, in terra o in cielo un posto
dove non soffriremo e tutto sarà giusto.
Non ridere, ti prego, di queste mie parole,
io sono solo un' ombra e tu, Rossana, il sole,
ma tu, lo so, non ridi, dolcissima signora
ed io non mi nascondo sotto la tua dimora
perchè oramai lo sento, non ho sofferto invano,
se mi ami come sono, per sempre tuo, per sempre tuo, per sempre tuo...Cirano.

mercoledì 12 novembre 2008

Lotta armata

Fischia il vento infuria la bufera.

La testa piena di scorie e di speranze fallite.

La rivoluzione armata bisogna prepararla: arrivederci.

venerdì 16 maggio 2008

Per chi suona lo schifo

Lo so non dovrei. Ma in un paese schifoso senza rotta, che nel suo futuro prossimo vede solo sterco, corruzione e malcostume, condito con olio di mafia da non pronunciare, be' in questo paese io mi ritrovo a servirmi delle parole di Bagnasco (sic!) perchè coerenti, giuste e democratiche. Speravo di non dovermi mai trovare in una situazione del genere.

Nella speranza che possiate leggerlo, questo è il link da Repubblica.it

Purtroppo, col paese che cade in basso stiamo affondando tutti. La soluzione, la migliore, è riprendere le armi e fare vedere a questi fiacchi e deboli cow boy napoletani da pianura padana come funziona veramente il mondo. E far vedere loro a cosa può portare l'esasperazione, la violenza, l'odio che ogni giorno cercano di instillare nelle coscienze della gente.

E pare che nessuno - e dico nessuno - riesca a vedere la somiglianza tra le ronde e le prime squadracce fasciste. Stessi metodi, simili obiettivi.

Se si esagererà, ve lo promettiamo: ci troverete in piazza con i fucili, nelle vostre sedi con le bombe, nei boschi armati fino ai denti a difendere la nostra repubblica. E vedrete che la smetterete di far passare il 25 aprile per una festa di comunisti.

I partigiani esistono ancora. Fate attenzione.

lunedì 14 aprile 2008

A ciascuno il suo

Alla fine la debacle è stata oltre le aspettative. Non vorrei commentare i risultati degli altri, non vorrei andare a spulciare nei risultati degli altri.

Voglio guardare dentro di noi.

Con tutto il rispetto della provocazione linguistica. Ci siamo imbottiti di storie di froci, di ambientalismi del cazzo e di parole vuote. Abbiamo voluto catturare voti da baraccone dei gay pride e da casalinghe della val di susa. Abbiamo voluto chiuderci dentro i nostri discorsi di femminismo, di diritti civili, di ambiente.

Abbiamo dimenticato la nostra gente. Abbiamo dimenticato la gente comune, i lavoratori e gli operai, gli insegnanti e i dipendenti. Ci siamo concentrati su lesbiche, froci e cazzi vari. Abbiamo sbagliato, tutti insieme. Anche io, che magari avrei potuto dirlo prima.

Bene, ora è già tempo di ricominciare. Quello che vorrei è che questi personaggi, questi verdi da baraccone, questi figuri che credono di poter mettere al centro di un programma elettorale il diritto di omosessuali e donne, quei soggetti che non si rendono conto che la società va cambiata dall'interno e che una società civile accoglierà - sua sponte - i diritti di queste categorie, bè queste persone che si facciano da parte. Mettetevi un po' a lato e lasciateci riprendere il nostro partito di sinistra.

E voi, soggetti freakkettoni che poi fra dieci anni confluirete verso il centro, vi preghiamo: lasciateci stare. Lasciate che la sinistra torni di sinistra e che si parli delle cose serie per poter cambiare un paese. State a casa a fare cartine, preservativi, gay pride e discorsi da partito da anni 70. Vestitevi con i vostri eskimo vintage senza contenuto cerebrale, ma state a casa, nel vostro caffè o al bingo. Magari vincete.

Altrimenti la sinistra, il nostro partito di sinistra ce lo prenderemo con la lotta.

giovedì 20 marzo 2008

Prove tecniche di trasmissione


Prove tecniche di trasmissione. Sto calibrando il mio cervello, siete pregati di attendere. Nel frattempo cercherò di rendere il contenuto di tutto il grande libro in pochi versi, in poche righe. In un solo passo.

Se dopo il nichilismo nazionalsocialista servisse un irrazionalismo democratico non mi stupirei poi troppo.

Ci si prova, keep in touch.
Powered By Blogger

Disclaimer

Tutto quello che viene pubblicato in questo spazio è di proprietà dell'autore, che ne esercita la potestà secondo i vincoli imposti dalla costituzione della sacra romana repubblica apostolica italiana. L'uso commerciale è vietato, l'uso ad onanismum è consigliato. L'uso critico è consigliato.
Creative Commons License


Questo/a opera è pubblicato sotto una
Licenza Creative Commons.